I traumi

Reazioni a una minaccia reale o potenziale alla vita

Il trauma è definito nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (noto come DSM IV) come una reazione a una minaccia reale o potenziale alla vita; pertanto tutti gli eventi relativi ad esempio a incidenti stradali, incidenti sul lavoro, operazioni chirurgiche non riuscite, lutti, catastrofi naturali, violenze fisiche, situazioni umilianti sono potenzialmente fonte di traumi psicologici.

Tutto ciò che minaccia l’integrità fisica propria o quella di amici parenti, persone vicine, soccorritori o di chi assiste a situazioni particolarmente gravi e imprevedibili, può costituire il presupposto per un trauma psichico. Non tutte le persone esposte a pericoli improvvisi e che colpiscono la propria integrità sviluppano un disturbo post-traumatico, ma la possibilità che succeda comunque esiste dal 9 al 30% secondo la letteratura internazionale.
Le reazioni all’esperienza traumatica si possono manifestare subito, qualche giorno o qualche settimana dopo l’evento, le risposte, i sintomi, non sempre passano da soli con il trascorrere del tempo e in genere non vengono presi in considerazione.

C’è molta letteratura e numerose sono le ricerche - alcune ancora in corso - che permettono di affinare e usare sempre meglio gli strumenti utili per intervenire efficacemente nelle situazioni in cui c’è stato un trauma e per prevenire lo sviluppo di altri tipi di patologie come ad esempio disturbi d’ansia, dell’umore o disturbi post traumatici da stress.

Le reazioni al trauma dipendono dalla fase: i primi momenti sono di grande confusione e stress, l’impatto emotivo è molto forte e quindi si abbassa la capacità di pensare. In un secondo momento compaiono le emozioni, la persona inizia a chiedersi "...perché è successo e perché proprio a me...?" In questa fase si manifesta il dolore per la perdita, per le cose che non sono andate bene. Poi è il momento della rabbia che precede l'elaborazione dell'accaduto.
Una delle sensazioni che danno fiducia all’uomo è legata al controllo, cioè il pensare di poter gestire le situazioni e gli eventi che accadono. Quando viene meno la sensazione di poter controllare, aumenta la percezione di minaccia e di vulnerabilità personale, prende cosi il sopravvento la sensazione di fragilità e di precarietà.

Questo stato psicologico ha un’elevata potenzialità traumatica: non avere il controllo, sentirsi impotenti fa aumentare la sensazione di paura e di dolore; il sistema emozionale/emotivo prende il sopravvento e quindi le scelte e le decisioni adottate non sono ottimali dal momento che la parte razionale è meno funzionale. Ciò vale per ogni essere umano che si trovi in situazioni particolarmente stressanti o minacciose.
La risposta da stress ha un correlato neurofisiologico e non dipende dalla volontà del soggetto. Le risposte che si danno, ciò che si dice, avviene in un quadro neurofisiologico particolare, c’è una elevata quantità di adrenalina e la parte emotiva prende il sopravvento su quella cognitiva, non si riesce a pensare e il livello di concentrazione è inferiore.

Le conseguenze del trauma possono essere elaborate e superate con un adeguato percorso psicoterapeutico.

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